Exercises in Futility (2015)
Mgla
Exercises in Futility dei Mgła sfiora la perfezione. Cupo, lucido e disperato, è uno di quei dischi che incarnano lo spirito del black metal senza compromessi — non dalla Norvegia, ma da Cracovia, Polonia, dove il duo formato da M. e Darkside ha costruito in silenzio uno dei lavori più rigorosi del genere.
La struttura è già una dichiarazione poetica: sei tracce numerate da I a VI, tutte intitolate Exercises in Futility. Nessun titolo individuale, nessuna concessione alla frammentazione — un'unica opera continua che rifiuta l'idea stessa di singolo o momento isolato. Le liriche seguono la stessa logica: nichilismo filosofico, non decorativo. Non "Satana e inverno" ma una riflessione lucida sull'inutilità di ogni sforzo umano, sulla futilità come condizione esistenziale. È un disco che ha qualcosa da dire, e lo dice senza alzare la voce.
Musicalmente, la produzione non è lo-fi nel senso grezzo del termine — è asciutta e tagliente, ogni elemento al suo posto con precisione chirurgica. I riff si muovono in spirali ossessive, ipnotiche, con un'eco di Burzum — Filosofem in particolare, o il primo disco — in quel modo di costruire atmosfere gelide attraverso la ripetizione piuttosto che attraverso l'aggressività fine a se stessa. La differenza è che Mgła ci aggiunge una tensione ritmica che Burzum non ha mai avuto: Darkside è tra i batteristi più interessanti del black metal contemporaneo, e si sente soprattutto nel finale del disco, dove l'intensità cresce traccia dopo traccia — V e VI in particolare — con pattern ipnotici che intrecciano caos e controllo in modo quasi rituale.
Non è un disco immediato. Richiede più ascolti per rivelare tutta la sua profondità. Ma chi ha pazienza trova del black metal moderno di ottima fattura.
Miglior traccia: Exercises in Futiliy V
Hits: Exercises in Futily V, VI